a proposito di foto di morti.
giovedì, 13 settembre 2007, 00:15
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pietà
insomma te lo devo proprio dire.
che cazzo mi hai mandato quelle foto?
sono stata in tesi quasi un anno e mezzo.
si insomma ho letto libri e cercato fonti etc etc
per un anno.
poi, si vabbè l'ho scritta in preda ad un raptus creativo, in due settimane per poi metterci tutte le note e aggiungere richieste necessariamente imprescindibili del docente, -ma devo dire che ho scritto quel che mi pareva, almeno quello - e son passati altri quattro mesi circa.
insomma io mi sono laureata il 15 di marzo.
la tesi, la versione definitiva con foto e tutto fatto bene, stampata una settimana prima.
si è vero, la tesi ha come argomento principale le foto dei morti, tipo il film "the others" se non sapete di che si tratta.
mi spiegate cosa mi significa che mi manda delle foto di morti, se ho capito bene, di famiglia il 03 di agosto?? quasi 5 mesi dopo?
i tuoi gesti sono sempre degli enigmi.
ma non voglio neanche più tentare di capirli.
penserò che per te il tempo -DEGLI ALTRI- è relativo.
ti dico come lo interpreto io: un ultimo gesto fatto a sfregio.
forse avrei potuto inserirle, o semplicemente avresti potuto raccontarmele, o solo mostrarmele e dirmi quando erano state scattate, invece come se non avessi voluto deliberatamente prendere parte neanche a questo se non quando ormai francamente....è tardi.
grazie comunque.
grazie.
martedì, 11 settembre 2007, 23:02
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Non ho mai pensato di sapere ciò che si attendeva.
Ti ho lasciato l'opportunità di scegliere. Come sempre.
Ma in questo mondo in cui tutti vogliono essere liberi...
nessuno sa che farsene della libertà.
La libertà di agire per il puro piacere di agire.
La libertà di scrivere per il puro piacere di sapere che
qualcuno ti legge con piacere.
La libertà di amare per il semplice piacere di vivere questo sentimento sapendo che nulla si attende, e sapendo di non poterlo condividere.
Questo putrido ragionar da ragazzini, non da bambini, di cui devo constatare con sofferenza ogni singola volta che non c'è orecchio che abbia saputo ascoltare.
Non c'è anima che abbia saputo comprendere.
Troppa pigrizia d'animo abita in questa falla temporale e io non sono più disposta ad accettarla, mi ammorba l'esistenza, che già ha troppo sofferto in questo tempo e francamente non merita tanto stupido sfregio.
Sono sempre stata qui con la speranza che la comunione di cui tanto mi son riempita la bocca avesse un fondamento reale od irreale che fosse.
Invece io da questi stronzi gesti mi sento ferita.
Da questo stronzo lavarsi le mani anche.
Di questa stronza piccineria, ma quanti cazzo di anni hai!?
Sei anni a continuare a creare la stessa aspettativa, deluderla costantemente e criticarmi di essermi illusa sull'illusione.
Sei meschino.
Gli infami non hanno onore.
Se questo è quello che sei stato in grado di fare, se questo è stato il massimo delle tue capacità, sei ancora molto al di sotto delle tue possibilità.
Non c'è nulla di nuovo.
Se tu osservi bene, non mi hai detto nulla di nuovo.
Hai solo di nuovo mentito.
Tu non volevi scrivermi.
Non volevi parlare, dialogare, condividere.
Se lo avessi voluto l'avresti fatto, come tante volte io t'ho scritto senza neanche la soddisfazione di saper che l'avevi non gradita, non compresa ma solamente letta.
venerdì, 24 agosto 2007, 20:50
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